COMUNICATO STAMPA ELEZIONI REGIONALI 2025 – FISH Campania: “La dignità è un diritto, non una concessione”
FISH Campania: “La dignità è un diritto, non una concessione”
Presentata la proposta programmatica sulla disabilità rivolta a chi governerà la Regione Campania
La FISH Campania lancia il documento programmatico “Progetto di Vita: l’agenda strategica per la piena inclusione in Campania”, un piano articolato che pone al centro la persona, i suoi diritti e la qualità concreta della vita, in linea con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e del recente D.Lgs. 62/2024.
Il testo, che si articola in cinque macro-ambiti — autodeterminazione e de-istituzionalizzazione; salute; inclusione lavorativa; coerenza della progettazione; sostenibilità finanziaria — rappresenta una piattaforma d’impegni vincolanti per chiunque si candidi a governare la Regione Campania nei prossimi anni.
La missione: attuare l’articolo 3 della Costituzione e il Progetto di Vita del D.Lgs. 62/24 nella realtà quotidiana
L’attuazione concreta dell’articolo 3 della Costituzione, che impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza sostanziale, e del “Progetto di Vita” introdotto dal D.Lgs. 62/24, rappresentano oggi la missione fondativa di FISH Campania.
Tradurre questi principi nella quotidianità delle persone con disabilità e dei loro caregiver sul territorio regionale significa rendere effettivo quel diritto all’inclusione che ancora troppo spesso resta sulla carta.
«Su questo — dichiara la Presidenza della Federazione — non intendiamo fare sconti a nessuno: perché i diritti fondamentali non sono negoziabili, e sono proprio quelli che determinano la differenza tra l’assistenza e la dignità della vita. Questa è la nostra idea di vera inclusione».
Una visione di sistema, non un elenco di rivendicazioni
La FISH Campania chiede che la Regione adotti un approccio sistemico, coerente e misurabile, capace di trasformare le politiche per la disabilità da interventi frammentati e settoriali a vere politiche pubbliche integrate, che accompagnino la persona lungo tutto l’arco della vita, dal nascere al diventare adulti, fino all’età anziana.
L’autodeterminazione deve diventare il principio guida: ogni persona deve poter scegliere liberamente come e con chi vivere, superando ogni forma di istituzionalizzazione o segregazione, in favore di percorsi di vita indipendente sostenuti da servizi territoriali adeguati. La salute e la riabilitazione devono essere garantite come diritti universali, con accesso equo, tempi certi e continuità terapeutica, affinché nessuno resti escluso per carenze organizzative o amministrative.
L’inclusione non si esaurisce nella scuola o nel lavoro, ma inizia dall’infanzia e dal percorso educativo: il PEI (Piano Educativo Individualizzato) deve essere realmente costruito insieme alla famiglia e ai docenti, come primo tassello di un Progetto di Vita personalizzato e condiviso, capace di proseguire dopo la scuola nel mondo del lavoro, nella comunità e nelle relazioni sociali. Un progetto che accompagni la persona da 0 a 100 anni, evolvendo con i suoi bisogni, le sue aspirazioni e le sue scelte.
L’inclusione lavorativa e abitativa, così come la partecipazione culturale e civica, devono essere parte integrante di un disegno complessivo che non si limiti a fornire servizi, ma costruisca opportunità di cittadinanza attiva e autonomia. Tutto ciò richiede una regia unica e una sostenibilità finanziaria strutturale, attraverso l’istituzione di un Fondo Unico Regionale per la Disabilità, stabile e vincolato agli obiettivi di inclusione, per evitare che i diritti fondamentali delle persone diventino ostaggio delle contingenze politiche o economiche.
Un appello alla responsabilità
La Federazione invita tutte le forze politiche e istituzionali a fare della disabilità una priorità strategica di legislatura, non un capitolo residuale.
«Non chiediamo privilegi, ma giustizia. Non assistenza, ma pari opportunità. Perché la vera inclusione si misura nei fatti: nel diritto alla salute, al lavoro, alla partecipazione e alla libertà di scegliere la propria vita».







